Scrivo a voi come portavoce di A.I.R.O.L.B., un’associazione nata spontaneamente su un forum internet e che oggi può contare su circa 1.000 associati titolari di oltre 55 milioni di eur. di bond Lehman.
Penso che l'assoluta originalità del crack Lehman ci ha portato a valutare come nostro obiettivo primario l’aprire con il sistema bancario un tavolo di trattativa, ritenendo che le cause individuali contro le banche abbiano possibilità limitate, nei casi di inadempienze contrattuali o vendita in prossimità del default, di ottenere risultati e comunque con i tempi biblici della giustizia italiana.
In effetti questa straordinaria esperienza di AIROLB, un’associazione nata per la prima volta dalla base, è una piccola “rivoluzione” in questo genere di controversie. Rivoluzione perchè siamo associati, ma non chiediamo niente a nessuno se non di aiutarci reciprocamente nelle varie iniziative. Rivoluzione perchè non cerchiamo le cause, lo scontro, cerchiamo una trattativa che possa soddisfare tutti, anche il piccolo che con l’acquisto di eur.5.000 di certo non si avventurerebbe, e il termine non è esagerato, in un aula giudiziaria.
Perchè dovremmo intasare le aule giudiziarie per un problema che, con solo un po’ di buon senso da parte di tutti, risparmiatori, banche, Abi, Governo, si può risolvere con un impegno contenuto?
Se i risparmiatori sono disponibili ad accettare un haircut del 50%, perchè il sistema bancario non dovrebbe accettare un ‘impegno del 15-20%, viste le prospettive di recovery rate intorno al 30%?
Quindi chiediamo semplicemente di sederci un tavolo e di discutere per poter raggiungere un’accordo di conciliazione con il sistema bancario, iniziando con le controparti rilevanti come la vostra.
Nella vicenda Lehman, unica nel suo genere, ci sono diversi gradi di responsabilità e tutti dovrebbero essere chiamati a risponderne.
ABI: Il primo vero scandalo di questa triste vicenda si chiama PATTI CHIARI, strumento creato dal sistema bancario per offrire alla clientela Obbligazioni Basso Rischio Basso Rendimento.
Orbene, lunedì 15 settembre, data del fatidico e disastroso crack Lehman, le sue obbligazioni ancora risultavano in tale lista.
Ma non solo: il sistema avrebbe dovuto essere predisposto per la segnalazione ai clienti e l’eliminazione da PATTI CHIARI degli strumenti finanziari che avessero registrato oscillazioni nel VAR superiori al 1% settimanale: i bond Lehman, già dal salvataggio in estremis di Bear Stearns, avevano avuto variazioni di prezzo giornaliere del 3-4% con analoghe e documentabili oscillazioni del VAR, senza alcuna conseguenza.
O anche l’eliminazione in caso di aumentato grado di rischio: i Cds a 500 punti base non erano sufficenti?
L’implicito fallimento di questa iniziativa, nata per tutelare i risparmiatori, è testimoniato dal fatto che il sito sia stato successivamente chiuso a tempo indeterminato.
LE BANCHE: Il sistema bancario era a conoscenza dei problemi di Lehman già da marzo 2008.
Le prove sono dovunque: in innumerevoli comunicazioni interne di primarie banche italiane si segnala l’aggravarsi della sua crisi e negli ultimi giorni prima del default si arriva a non accettare Lehman come controparte.
E questo è ancora meglio evidenziato dall’andamento dei CDS su Lehman, credit default swap, sorta di assicurazione per coprirsi dal rischio default della banca Usa.
Già a marzo avevano raggiunto livelli anormali, ma soprattutto da luglio in poi i relativi costi per assicurarsi erano letteralmente esplosi, facendo presagire il crack.
E le banche cosa hanno fatto? Da una parte si sono coperte dal rischio stipulando Cds, strumento non accessibile all’investitore non professionale, incassando poi a dicembre il 91% del valore dei crediti.
Dall’altra hanno continuato, come niente fosse, a vendere ad ignari clienti i bond Lehman, paragonandone il rischio a quello dei titoli di Stato, confortati dal rating della banca Usa pari a quello dello Stato Italiano.
Esistono anche numerose perizie che affermano che la maggioranza delle emissioni Lehman collocate in Italia fosse riservata agli investitori istituzionali e di conseguenza non vendibile a privati.
LO STATO ITALIANO: Lo stato italiano non ha grandi colpe nella vicenda, se non quelle di non aver approntato degli organismi in grado di controllare l’operatività delle banche nella consulenza sul risparmio.
Diversa angolazione assumono invece numerose dichiarazioni del tipo “ i risparmiatori italiani non perderanno un euro” rilasciate pur sapendo che a tutela del “risparmio tradito” non ci sono fondi strutturali, non si è mai pensato alla creazione di un fondo specifico e regolamentato.
IL SISTEMA USA: Nel sistema Usa raggruppo per comodità tutti gli altri attori, principali fautori del crack.
E lo faccio perché non sono nostre controparti dirette, essendo difficilmente chiamati in causa dai risparmiatori, per la differente legislazione e i costi enormi a cui si andrebbe incontro.
Ma è proprio qui che risiedono le colpe maggiori, che analizziamo nel dettaglio:
RICHARD S. FULD, ceo Lehman: il delirio dell’onnipotenza, il pensare di aver sempre ragione, non accettando le svariate possibilità di fusione o entrata di nuovi soci, ha portato la società alla bancarotta. Incassando comunque bonus, che sommati a quelli degli altri managers, ammontano ad oltre 1 miliardo di Usd. negli ultimi 3 anni.
REVISORI DEI CONTI: le svariate società che certificavano il bilancio e le trimestrali Lehman non si erano accorte di niente? Non si erano accorte che gli asset cosiddetti tossici non erano correttamente valutati, che la liquidità scendeva e la leva sul capitale aveva raggiunto livelli troppo rischiosi?
AGENZIE DI RATING: quale è stato il comportamento delle varie Standard & Poor’s, Moody’s, Fitch?
Lasciare il rating di Lehman invariato a A+/A1, pari a quello dello Stato Italiano, fino a default, per poi abbassarlo di colpo a D.
Ma queste aziende che vengono profumatamente pagate per dare giudizi di merito di credito a che cosa servono? A dire che le cose vanno male quando le aziende sono già fallite?
SEC: i controllori del sistema, non c’è bisogno di aggiungere altro.
FEDERAL RESERVE/TESORO USA: non si accorgono che Lehman è in crisi? Difficile.
Quando se ne rendono conto, fanno una bella pensata: ma perché, al contrario di Bear Stearns, Freddie Mac, Fannie Mae, Aig, Merrill Lynch, Countrywide, Washington Mutual e successivamente tutte le altre banche Usa, non la lasciamo fallire? Neghiamo a Barclays le garanzie su potenziali asset tossici, che erano sempre state concesse in precedenza……per 30 miliardi di dollari hanno fatto precipitare il sistema nella più grande crisi finanziaria dal 1929!
I RISPARMIATORI: hanno ben poche colpe, se non quella di aver creduto a tutti quanti sostenevano che non l’avrebbero mai fatta fallire. Le ultime parole famose.
IL PIANO:
BANCHE: accettazione di un accordo di conciliazione.
Tutte le banche che hanno collocato Lehman presso i risparmiatori privati si impegnano a riacquistarle in toto ad un valore di 50, non con liquidità, bensì con l'emissione di un bond zero coupon con rimborso alla pari nel 2020-2022, attualizzandone così il valore predetto.
Tali "swap" bonds dovranno possibilmente godere di garanzia statale, come i bond emessi dalle banche in base alle nuovo D.L. “salvabanche”, ma senza pagamento da parte delle banche per tale garanzia.
Questo permetterebbe di creare anche un mercato liquido che consentirebbe un eventuale smobilizzo immediato per i risparmiatori che volessero accedervi, nonchè una maggiore valorizzazione.
In questo modo le banche non avrebbero alcuna necessità di finanziamento, nella particolare situazione odierna, per rifondere la cifra e potrebbero, nel caso di smobilizzo del titolo prima di scadenza da parte del cliente, usarli per rifinanziarsi presso BCE.
Come AIROLB siamo anche disponibili ad accettare emissioni già collocate, purchè senior, plain vanilla e con scadenza entro 3 anni, per un valore del 50% del nominale Lehman.
Siamo anche disponibili a trattare, esclusivamente in presenza della predetta garanzia statale, lo swap con titoli subordinati, anche di grado Tier1, ovviamente accorciando la durata dello zero coupon o aumentando il valore dei titoli da ricevere.
L’impegno per ogni istituto è stimabile in un 15-20% del valore nominale dei titoli, dati i presunti valori di recovery rate vicini al 30% dalla procedura Usa di Chapter 11, in base agli ultimi dati comunicati dalla procedura sulla consistenza dell’attivo, e leggermente superiori per le emissioni olandesi, quelle maggiormente collocate in Italia.
Inoltre:
- impegno non vincolante ma spontaneo del trasferimento di di clienti presso vostri sportelli, qualora l’iniziativa fosse estesa anche agli associati AIROLB non clienti. Valutiamo la consistenza globale in titoli di AIROLB superiore ai 500 milioni di euro.
- evidente ritorno d’immagine con articoli sui vari mezzi di stampa
- investimento sul recovery di Lehman e sui suoi asset immobiliari e di private equity, che nel tempo possono solo lievitare, con la prospettiva di rientrare e guadagnarci nell'arco di pochi anni.
ABI: Assistenza completa e gratuita per tutte le pratiche necessarie per l’insinuazione al passivo nella procedura Usa di Chapter 11, ma anche nelle procedura concorsuale olandese (filiale Lehman principale emittente dei bonds collocati in Italia), anche se è quasi certo che questa procedura sarà automatica per tutte le emissioni obbligazionarie e quindi a costo zero.
Studio, predisposizione ed avvio di causa collettiva in Usa, la cosiddetta CLASS ACTION, dove Abi sarà capofila ed attore principale, attraverso la quale chiamare in causa tutto IL SISTEMA USA come sopra enunciato, per poi far beneficiare tutti i risparmiatori colpiti dei proventi ricavati.
Bisogna ricordare che la Class Action americana è uno strumento realmente efficace in questi casi, ed ha portato spesso i risparmiatori, anche grazie ad accordi extragiudiziali, ad ulteriori interessanti recuperi, nell’ordine del 10-15%.
I RISPARMIATORI: accettazione di accordi di conciliazione che comportino una perdita vicina al 50%.
LO STATO ITALIANO: concessione gratuita di garanzia statale, in base a decreto salvabanche, sui cosiddetti Lehman swap bond, emissioni obbligazionarie zero coupon emesse dalle banche in cambio dei bond in default.
E d’altra parte, con l’attuale situazione finanziaria e cronica mancanza di fondi, non si può chiedere di più.
Proprio per questo esiste, secondo noi, la necessità di avere riserve certe a tutela di eventi come questo.
Come rendere stabili i fondi per la tutela del risparmio?
Proponiamo anche un emendamento al D.L.”salvabanche”: dato che è previsto che dalle manovre di finanziamento del sistema, attraverso la sottoscrizione di obbligazioni subordinate, i cosiddetti Tremonti Bond, emesse dalle banche a tassi notevolmente superiori ai titoli di Stato e la concessione di garanzia statale sulle nuove emissioni obbligazionarie degli istituti, si generi un avanzo per le casse statali di oltre 500 milioni di Euro ogni anno, queste cifre vadano a finanziare un nuovo Fondo Statale per la Tutela del Risparmio, che con regole precise non emendabili, da stabilirsi preventivamente e che non aiutino anche gli speculatori, soccorra i risparmiatori colpiti da default come quello di Lehman.
E non li faccia dipendere da fondi estemporanei come quelli dei conti dormienti. (9/15)
DOWNLOAD PIANO DI RICONCILIAZIONE A.I.R.O.L.B.
A.I.R.O.L.B.
Associazione Italiana Risparmiatori Obbligazionisti Lehman Brothers
Loading...
|
A.I.R.O.L.B.
Associazione Italiana Risparmiatori Obbligazionisti Lehman Brothers



